Quando un’immagine cambia il destino di un luogo: il mio scatto nel nuovo libro di Silvia Camporesi

La fotografia dei Palmenti di Pietragalla, che ho realizzato nel maggio 2021, è stata pubblicata da molti magazine, tra cui Harper’s Bazaar, ELLE, Marie Claire, DOVE, ed è diventata virale sui social e sui blog di viaggio.

La fotografa e saggista Silvia Camporesi, nel suo libro “Una foto è una foto è una foto” (Einaudi, 2025), ha scelto proprio questa immagine per riflettere sul potere trasformativo delle fotografie e il loro impatto reale sui luoghi ritratti.

All'interno del capitolo "Cronache da un mondo fotogenico", l’autrice racconta come la mia fotografia aerea dei Palmenti abbia agito da catalizzatore. Quello che era un luogo affascinante ma silenzioso e poco noto, da me ribattezzato "il paese degli Hobbit”, è diventato improvvisamente virale, trasformandosi in una meta turistica.

La Camporesi usa questo esempio per porre domande fondamentali sulla cosiddetta "ecologia del fotografare": qual è l’impatto del nostro sguardo fotografico sulla salute e sulla conservazione dei luoghi che ritraiamo? qual è la responsabilità che abbiamo ogni volta che componiamo un’immagine e premiamo l'otturatore?

L’autrice scrive:

“I Palmenti di Pietragalla sono un’opera architettonica unica nel suo genere, fusa nel paesaggio del piccolo comune in provincia di Potenza, minuscole casette che a colpo d’occhio suggeriscono uno scenario incantato. […]

Nel maggio del 2021, il fotografo Matteo Della Torre ha scattato una fotografia del sito con l’uso di un drone, sfruttando una luce e un’atmosfera particolarmente fiabesche; l’immagine ha cominciato a circolare sui social, sui blog di viaggio italiani e stranieri, e in ogni contesto i Palmenti venivano paragonati a scenari da paese degli Hobbit del Signore degli Anelli. In poco tempo, da luogo anonimo e abbandonato, i Palmenti si sono trasformati in luogo turistico, con visite sempre in aumento da parte di esploratori e curiosi, processo che ha convinto la piccola amministrazione comunale della necessità di migliorarne la fruizione, ristrutturando gli edifici più fatiscenti, creando un parcheggio e i bagni pubblici. Il sito è poi stato ridefinito «Parco urbano dei Palmenti» e corredato di cartelli informativi; in sostanza il luogo e la peculiarità della sua storia hanno subíto un ampio processo di valorizzazione. Questo veloce sviluppo è avvenuto principalmente grazie alla circolazione di una fotografia di grande effetto”.

Ringrazio Silvia Camporesi per aver analizzato il mio scatto con tanta lucidità. Lascio qui sotto la foto a cui si riferisce il testo e invito ad acquistare il libro. Il saggio della Camporesi è un’opera che non dovrebbe mancare nella libreria di chiunque ami la fotografia. È un libro che invita a rallentare lo sguardo e a interrogarci sulla responsabilità che abbiamo ogni volta che scattiamo e condividiamo un’immagine.

Ne consiglio vivamente la lettura ai colleghi fotografi, agli appassionati di fotografia e a chiunque voglia riflettere sul peso — culturale ed etico — delle immagini che produciamo ogni giorno.